Fiorucci e il XX secolo in un unico store

FiorucciLa griffe Fiorucci, è nata quando gusti e tempi per la moda stavano cambiando, così Elio Fiorucci è diventato il pionere di questo tentativo di fare un collage di tendenze e stili, importando lo spirito di Carnaby Street nel 1967. Un vero e proprio miscuglio del glamour anni ‘40, il kitsch anni ‘50 e il fermento dei giovani degli anni ‘60, sempre alla ricerca di realtà sempre più globalizzate. Antico, etnico, moderno senza limiti, con una continua ricerca del nuovo, dell’irrazionale ed esplorazione per sperimentare e mischiare stili e tendenze.

Dalla plastica alla borsa: tutte le idee di Fiorucci

I materiali più improbabili come la gomma, la plastica e la iuta vengono utilizzati dai creativi di Fiorucci per realizzare borse e diversi accessori fashion. Il gusto per il trash e l’appariscente tipico degli anni ‘70 con Fiorucci raggiunge il suo massimo splendore e lo store milanese, diventa un punto di riferimento per tutta questa generazione che vuole differenziarsi dalla massa con qualcosa di originale e mai visto prima. Per sperimentare si utilizzano tessuti fluorescenti, seguendo le nuove tendenze della disco-music e il messaggio chiaro della griffe è chiaro: ognuno si vesta come preferisce, con il look che lo fa sentire meglio, con uno stile completamente anticonformista, senza regole.

Fuori dalle regole

Trasgressione e giocosità sono gli elementi principali di questo store, dove tutto è novità, dal sapore del made in Usa, ai blue-jeans strappati alle magliette stile punk, ai sandali in polietilene. Fiorucci si divertiva a prendere in giro il bigottismo della classe borghese e conservatrice milanese, sfidandola quotidianamente con novità improvvisate sempre più trasgressive e in contrasto con i noiosi stereotipi di bellezza tipici di quegli anni.

Attenzione, dunque, i pezzi di Fiorucci erano e resteranno per sempre pezzi unici e icone di stile avanguardista da maneggiare con cura, creazioni fatte per stupire, scioccare, divertire e desiderare o semplicemente per esserci senza un particolare motivo, perché in quel momento era bello possederne uno, vestito o accessorio.